Al Festival dell’Economia di Trento uno dei temi centrali è stato quello indicato nella seconda parte del titolo dell’edizione 2026: “le speranze dei giovani”.
E uno degli ultimi appuntamenti, domenica, è stato proprio dedicato all’università, luogo principe dei giovani, come “laboratorio di speranza”, non solo luogo di formazione ma spazio capace di generare senso e comunità in tempi di guerre, polarizzazioni e veloci rivoluzioni tecnologiche.
Ecco il filo dell’incontro dedicato al volume Università laboratorio di speranza (Vita e pensiero), con il rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli , lo scrittore e docente UniCatt, Giuseppe Lupo , e il professor Andrea Santini , preside della facoltà di Scienze politiche e sociali in Cattolica, con Daniele Bellasio a moderare il dibattito e a raccogliere le domande dalla sala.
Beccalli ha insistito sull’idea dell’università come “comunità educante”, chiamata a non ridursi a “fabbrica di laureati”, ma a coltivare dialogo tra generazioni e responsabilità verso il bene comune.
L’educazione è sempre un atto di speranza che guarda al futuro, ha ricordato citando Papa Francesco e spiegando che oggi il sapere deve aiutare i giovani non solo ad acquisire competenze, ma soprattutto a formulare “le domande giuste”.









