Milano – “L’università è in un momento di grande trasformazione: la sfida educativa ci mantiene vivi e un’università come la nostra, che ha una vocazione alla creatività, al dinamismo e allo sguardo nei confronti del futuro, capace di ragionare al di fuori degli schemi, si sente sollecitata ancora di più su questi temi”. Lo sottolinea Valentina Garavaglia, rettrice dell’università Iulm.
Quali sono le principali sfide che siete chiamati ad affrontare, come atenei?
“Nell’era dell’intelligenza artificiale, nell’era delle università telematiche, nell’era di una formazione diversificata, la prima sfida è quella di rimettere al centro delle attività dell’università il rapporto con le persone e con il sapere e questo significa per noi presenza, all’interno del campus e all’interno della città”.
In che modo?
“Penso a un campus da vivere, a un campus che occupa uno spazio fisico, che è spazio di bellezza, che non solo contamina la città di quella bellezza, ma ci tiene ad essere un luogo dove si possono creare delle relazioni che diventano formazione, ma soprattutto connessioni. Guardiamo anche al mondo del lavoro: il valore aggiunto è quello di costruirsi come persone, non soltanto all’interno delle aule di studio, ma attraverso opportunità che le università sollecitano, collegando anche i nostri giovani con il mondo dei professionisti e dell’impresa”.







