Nessuno dei pur due aspiranti alla carica di candidato-premier del Campo largo, né Schlein né Conte, è andato all’Assemblea di Confindustria. Perché? Disinteresse o distanza? Ce l’hanno con gli imprenditori o non li considerano un interlocutore utile per quando saranno al governo?Nessuno dei due, né Schlein né Conte, è mai andato a Kiev in questi quattro anni e tre mesi di guerra, succeduti all’invasione russa. Perché?
Vogliono segnalarci una freddezza verso la resistenza ucraina o temono di apparire poco «pacifisti» presso i loro elettori? Questo distacco prelude a un cambiamento di linea dell’Italia in politica estera se vinceranno le prossime elezioni? Nessuno dei due, né Schlein né Conte, ha attribuito un valore politico ai fatti di Modena. Anche se, come pare, l’attentatore ha agito per un disagio sociale o psichico, l’effetto sull’opinione pubblica è stato però «politico», ha riacceso un allarme sull’immigrazione di origine islamica e sulla sicurezza delle nostre città. Un allarme tale che avrebbe potuto indebolire il governo, responsabile dell’ordine pubblico, se l’opposizione l’avesse utilizzato. Solo Conte, forse memore di aver firmato i decreti Salvini quando governava con lui, ha accennato all’intenzione di una sua proposta sul tema della sicurezza. Speriamo.













