CommentiSegui Domani su Google28 maggio 2026 • 19:59Partiamo da un presupposto: quando mai Iran e Stati Uniti dovessero trovare un accordo, questo non potrebbe che essere parziale, incompleto e – su alcune questioni nodali – vago o dilatatorio. Si tratterebbe, in altre parole, di un accordo propedeutico a proseguire la negoziazione: funzionale a un altro, potenzialmente onnicomprensivo, ma anche molto futuribile. E sarebbe un accordo che soddisfa le esigenze primarie delle due parti. Per l’Iran si tratta di garanzie di sicurezza: di un qualche imPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?
Usa-Iran, la vera posta in gioco di una guerra asimmetrica
Al netto della volubilità del presidente, della sua incoerenza e delle sue sconcertanti intemerate notturne sui social – ultima in ordine di tempo la minaccia di «far saltare per aria» l’Oman – si pone un problema politico e strategico urgente, aggravato dalla destra intenzionata a far deragliare i negoziati. E ha a che vedere con la credibilità degli Stati Uniti











