Per questo fine settimana è previso un incontro nell’Oman tra i negoziatori americani e iraniani per il quarto giro di colloqui sul nucleare. Le due parti restano molto distanti sulle questioni fondamentali e sulle reciproche aspettative, mentre il tempo utile per gli accordi è ormai agli sgoccioli. Tuttavia, per la prima volta in tanti anni, ecco aprirsi uno spiraglio di ottimismo. Ciò che contraddistingue il momento attuale non è tanto una improvvisa convergenza di posizioni, quanto piuttosto l’ammissione condivisa che la via diplomatica è preferibile allo scontro armato.

Ma se l’Iran insiste che il suo programma nucleare ha scopi esclusivamente civili (e l’intelligence americana conferma che il paese non è in procinto di costruire un’arma atomica), è anche vero che Teheran ha allargato considerevolmente le sue attività di arricchimento dell’uranio da quando Donald Trump, nel 2018, ha ritirato gli Stati Uniti dal JCPOA 2015 (l’accordo sul nucleare iraniano).