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6 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 16:34

Sul tavolo i mediatori regionali, i delegati dell’Oman, avevano messo una proposta quadro in 5 punti, che prevede tra le altre cose la rinuncia all’arricchimento dell’uranio per 3 anni da parte di Teheran e la gestione delle sue scorte in un paese terzo. In cambio di un patto di non aggressione con gli Stati Uniti. “Il negoziato indiretto sul nucleare tra Teheran e Washington a Muscat si è concluso venerdì pomeriggio, con il ritorno delle delegazioni nelle rispettive capitali”, ha riferito Islamic Republic of Iran Broadcasting, l’emittente radiotelevisiva di Stato iraniana, aggiungendo che il negoziato “potrebbe continuare nei prossimi giorni“.

I colloqui hanno riguardato “esclusivamente il nucleare” e “nel complesso, è stato un buon inizio“, ha detto Abbas Araghchi, il ministro degli Esteri di Teheran che guidava la delegazione iraniana mentre quella degli Usa era formata dall’inviato speciale Steve Witkoff e il genero di Donald Trump, Jared Kushner. “Oggi si sono svolti diversi cicli di incontri. Le nostre opinioni e preoccupazioni sono state espresse in un’atmosfera molto positiva”, ha aggiunto Araghchi. “I colloqui sono iniziati dopo otto mesi turbolenti”, ha detto Araghchi, citando l’interruzione del negoziato durante il conflitto tra Iran e Israele nel giugno 2025. “Dopo la guerra di 12 giorni, è emersa la sfiducia. Dobbiamo prima superare questa sfiducia e definire un quadro per i negoziati”, ha affermato il capo della diplomazia di Teheran, aggiungendo che “se questo approccio e la prospettiva della controparte persistono, possiamo raggiungere un quadro per i negoziati“. Riguardo alla possibilità che i colloqui continuino nei prossimi giorni, Araghchi ha detto che “la prosecuzione dipenderà dalla controparte e, naturalmente, dalle decisioni prese a Teheran”.