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26 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:20
E’ in corso a Ginevra nella sede dell’ambasciata dell’Oman il terzo round di negoziati indiretti tra Iran e Stati Uniti sul nucleare. La delegazione di Teheran è guidata dal ministro degli Esteri Abbas Araghchi, quella americana dall’inviato di Donald Trump, Steve Witkoff. I colloqui “restano limitati” al programma nucleare di Teheran e alla richiesta di revoca delle sanzioni contro la Repubblica islamica, ha affermato il ministero degli Esteri iraniano, con la conferma che Teheran ha presentato una proposta tramite l’Oman, che fa da mediatore. Gli Stati Uniti chiedono all’Iran di cessare l’arricchimento nucleare, che Teheran sostiene di avere il diritto di perseguire. Trump ha minacciato di attaccare il paese se non si raggiunge un accordo e ha radunato forze in Medio Oriente.
Washinhton “ha prove” che l’Iran sta tentando di realizzare un’arma nucleare, ha detto alla vigilia il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance. Teheran non svilupperà la bomba atomica come ha decretato la Guida suprema Ali Khamenei circa vent’anni fa, ha risposto il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Nel 2003 Khamenei vietò con una fatwa, ovvero un decreto religioso, le armi di distruzioni di massa, cosa che “significa chiaramente che Teheran non svilupperà armi nucleari“, ha detto Pezeshkian. Gli Stati Uniti vorrebbero discutere anche del potenziale missilistico a disposizione del regime degli ayatollah, ma “l’Iran si rifiuta di parlare con noi di missili balistici o con chiunque altro, e questo è un grosso problema”, ha detto nelle scorse ore il segretario di Stato Marco Rubio.










