Roma, 28 maggio 2026 – L’Europa è un gigante burocratico che frena la crescita, come sostengono gli industriali e la premier?
“Direi di sì – risponde senza esitazioni l’economista Marco Fortis –. L’Europa sembra vivere fuori dalla realtà, continua a regolamentare una serie di materie che, anziché aumentare la competitività delle imprese, finiscono per ridurla”.
Ci porta fuori mercato?
“Esattamente. Non si può pensare di vincere la competizione globale se la Ue resta ferma dentro una logica solo regolatoria. Il caso dell’auto è emblematico. È stato fatto un harakiri, anche con la presunzione delle aziende tedesche di poter competere da sole sull’auto elettrica. Ma i cinesi in quel campo hanno ormai preso il mercato. Nel giro di 4-5 anni molti di quelli che oggi pensano di competere con Pechino rischiano di non esserci più. Nell’elettronica è già quasi tutto in mano a Cina, Corea e Taiwan. L’Europa rischia la débâcle. Non possiamo permetterci di perdere pezzi fondamentali della nostra industria”.
Passiamo all’Italia. Le ultime previsioni europee hanno l’aspetto di una bocciatura.














