"La principale enorme fragilità che ci riguarda da vicino è l'attuale configurazione dell'Unione europea, un gigante burocratico che troppo spesso ha sacrificato la competitività, la crescita strategica sull'altare di approcci ideologici e tecnoratici". A dirlo la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenendo all'assemblea di Confindustria.

"L'Europa – prosegue - è stata inarrestabile nella capacità di moltiplicare le regole su ogni aspetto della vita comune ma miope quando si trattava di far sentire la propria voce nella vita globale". E aggiunge: “Non bisogna avere paura di dire le cose come stanno: l'Europa faccia meno e meglio".

La presidente del Consiglio, parlando poi di nucleare, spiega: "Non ho dubbi sul fatto che la ripresa sella produzione nucleare sia un obiettivo alla nostra portata e e che possa rappresentare una svolta per la nostra competitività". E ribadisce: "Entro l'estate sarà approvata la legge delega e poi saranno approvati i decreti attuativi per il quadro politico necessario. Non ho dubbi sul fatto che la ripresa della produzione nucleare sia un obiettivo alla nostra portata, e importante per la nostra competitività. Sono molto determinata su questo".

Secondo Meloni, "quando lo stato crea le condizioni favorevoli il Sud sa rispondere con energia e può diventare traino" per il Paese. "Non è una questione meridionale, è da sempre una questione nazionale e ci riguarda tutti". Facendo riferimento alla Zes, aggiunge che si stanno "studiando meccanismi tecnici per applicare a tutto territorio nazionale e affiancare questa misura ad un altra in ottica di investimenti, il meccanismo di iperammortamento".