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Lo specchio riflette immagini ma non dice tutta la verità su chi siamo. Bisognerebbe romperlo, lasciare che si frantumi in mille pezzi che capire realmente cosa si celi dentro ognuno di noi: sentimenti contrastanti, insicurezze ma anche orgoglio, voglia di mollare e tenacia, coraggiosa identità o pudore. In poche parole, le mille e più sfaccettature dell'essere umano. In una sola serata la regista castroliberese Maria La Cava le ha volute portare su un palcoscenico, quello del Cine-teatro Garden di Rende, dando vita a delle storie vere e a un esperimento sociale tradotto in uno spettacolo teatrale che profuma di musical e flirta con la realtà. Storie raccontate da gente comune e custodite gelosamente da chi ha scelto di portarle in scena attingendo alle grandi doti artistiche e canore degli attori e delle attrici che hanno dato vita a “Effetto specchio”. Una ragazzo con disabilità che non smette di sognare, genitori che non si sentono meno genitori solo perché non hanno donato la vita, un padre impegnato a lottare contro i fantasmi della malattia di sua figlia. E ancora: il tema dell'omossessualità e dell'identità di genere vissuti dalla società ancora come un tabù fino a quando una luce intensa non arriverà a dominare il buio dell'ignoranza e dei retaggi culturali; donne che vivono all'ombra degli uomini mettendosi da parte e, soprattutto, gli stereotipi dispensati a iosa dalla società: troppo alto per, troppo bassa se, troppo magro, troppo diverso. Tanti piccoli pezzi di frammenti di uno specchio sociale che restituisce la verità vera solo quando si rompe. E quando, dall'altra parte, c'è chi è disposto a inforcare occhiali sempre diversi per osservarlo. Senza giudicare, aiutando gli altri ad accettarsi così per come sono.










