Un lettore scrive:

«In riferimento alle due repliche apparse su Specchio a firma Gtt, vorrei far notare al nostro servizio pubblico che anche la realtà percettiva individuale, che da tale diventa poi aggregata, è un dato attendibile. Il guaio del nostro tempo è che abbiamo tanti dati ma non sappiamo più interpretarli e, peggio ancora, riconoscerli, e la lettera del 27 ottobre credo sia una dimostrazione: che cosa sono le numerosissime lettere degli utenti se non appunto dati che, in quanto tali, dovrebbero essere presi in considerazione? Come servizio pubblico avreste il dovere di prendere atto e magari usare le critiche per capire come mai esiste questo contrasto fra dati, e cosa fare per migliorare, anziché lanciarsi in puntualizzazioni, a volte un filo discutibili, altre volte dal sapore tragicomico».

M. N.

Un lettore scrive:

«Rivolgo una domanda all'assessore Foglietta riguardo al fatto che non vengano installati ai semafori i contasecondi che segnalano il tempi che rimane per transitare prima del rosso. È questione di costi per l'amministrazione, o un sistema per incamerare introiti? Se gli impianti semaforici servono ad evitare incidenti, a maggior ragione i contasecondi eviterebbero tamponamenti a seguito di frenate improvvise per evitare di transitare con il rosso . Tali dispositivi sono installati in molte città del mondo, perché non a Torino?»