Una lettrice scrive:

«Mi unisco al gruppo di lettori che, nonostante i tanti articoli sul giornale, riguardanti il potenziamento delle agende per visite mediche nei vari ospedali della città di Torino, con sbandierata disponibilità nei weekend, mi trovo a dover elemosinare un appuntamento per l'esame del fundus oculi per entrambi i miei suoceri, che necessitano del suddetto controllo periodicamente, indicato anche dal diabetologo dell'Asl. È vergognoso che su tutta la provincia di Torino non ci siano disponibilità per questo tipo di esame. La scorsa settimana c'era un posto a Cuneo ad agosto, ma visto che devo farmi 100 km per portarli, preferivo avere il posto per tutti e due, quindi ho lasciato perdere. In questa settimana periodicamente consultavo il Cup tramite l'App… appuntamento tra circa 1 anno a Casale Monferrato…ovviamente un posto solo…e l'altro dove lo porto?».

Valentina

Un lettore scrive:

«Caro Specchio, l'altra sera, nuovamente, in zona Barriera di Milano (segnatamente via Bologna e limitrofe) tre blackout consecutivi, durata di pochi minuti ma ovviamente fastidiosi, soprattutto per i numerosi allarmi che entrano in funzione rilevando la mancanza di corrente. Questi eventi fanno seguito ai numerosi altri susseguitisi nelle settimane passate con una certa frequenza nei quartieri torinesi e io sinceramente non ricordo in passato simili eventi, almeno non con questa frequenza e durata. Persino il sindaco ha denunciato questa situazione, che ricorda, in piccola scala ovviamente, quanto avviene in zone di guerra con le centrali elettriche come bersagli. Cosa sta succedendo? Certo, mi rendo conto del problema del maggior assorbimento dovuto ai condizionatori, ai frigoriferi chiamati a fronteggiare temperature più alte ecc... ma il fornitore di energia elettrica non è in grado di prevedere e provvedere in merito? Oppure il problema è strutturale e molto semplicemente non siamo assolutamente in grado di far fronte a richiesta di maggiore potenza elettrica, pur pagata a caro prezzo? A fronte di questo, si vorrebbe e si auspica l'elettrificazione del parco auto circolante? Ma in queste condizioni si immagina cosa succederebbe se veramente decine di migliaia di automobilisti mettessero sotto carica le loro auto nello stesso momento? Mi auguro che chi di dovere faccia almeno qualche riflessione in merito!».