Un lettore scrive

«Mi trovo del tutto in sintonia con chi ha scritto la lettera firmata FG a proposito della radicatissima prassi delle vetture in doppia fila attorno a piazza Benefica durante il mercato e ne condivido anche il sacrosanto dubbio che si eviti accuratamente di penalizzare gli avventori evitando di dare multe per la sosta selvaggia. Tuttavia, questa insana abitudine a Torino è diffusa un po' ovunque e, nonostante rappresenti un grave ostacolo alla circolazione e un serio problema per i ciclisti, soprattutto in vie con i binari come via Di Nanni, non è punita al pari di altre infrazioni relative alla sosta. È più grave sforare il tempo di sosta oppure impedire ad un veicolo di uscire dal parcheggio perché gli si sta davanti, o bloccare la circolazione di altri veicoli costringendoli al senso unico alternato e i ciclisti a pericolose gincane? Alcuni "doppiafilisti" sono, poi, talmente accaniti che, pur di sostare esattamente davanti al negozio o al bar dove vogliono entrare, anche avendo a disposizione posteggi vicini, si fermano dove fa comodo a loro senza nessuno scrupolo».

Graziana Bonandin

Un lettore scrive

«Io non bevo caffè, ma se lo bevrei…" Questa pubblicità, diventata virale, utilizza volutamente il condizionale errato e la trovo veramente diseducativa! I creativi delle agenzie di pubblicità si inventano di tutto "purché se ne parli". Già la nostra bistrattata lingua italiana ha tanti problemi di ignoranza, analfabetismo e di commistioni! Capisco che si tratta di una scelta pubblicitaria mirata e ben ponderata, ma il Garante cosa fa?».