Nuovo capitolo nell’inchiesta sul duplice omicidio di madre e figlia avvelenate con la ricina. Nel pomeriggio di martedì Gianni Di Vita e la figlia Alice sono stati nuovamente convocati negli uffici della Squadra Mobile della questura di Campobasso, diretta da Marco Graziano, per essere ascoltati come persone informate sui fatti nell’ambito delle indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, decedute a fine dicembre. Gianni Di Vita è arrivato in questura poco dopo le 15.30, entrando da un accesso secondario.

Gli investigatori continuano a ricostruire nel dettaglio le ultime giornate trascorse dalle due vittime prima del ricovero all’ospedale Cardarelli di Campobasso. La Procura di Larino procede per duplice omicidio premeditato e, al momento, nessuna pista viene esclusa.

Al centro delle verifiche investigative ci sarebbe ora anche una torta preparata da un’anziana zia di famiglia per la cena della Vigilia di Natale. Secondo quanto emerso nelle ultime settimane, la donna — oltre novantenne — avrebbe portato il dolce nell’abitazione dei Di Vita, ma non avrebbe poi cenato con i parenti né assaggiato la torta stessa. Gli investigatori stanno cercando di capire se proprio uno degli alimenti consumati in quei giorni possa essere stato il veicolo attraverso cui la ricina è stata somministrata ad Antonella e Sara.