Il cellulare di Alice, la figlia maggiore della famiglia Di Vita, è stato acquisito per accertamenti irripetibili. È il nuovo elemento che emerge nell’inchiesta di Pietracatella, in provincia di Campobasso. S’indaga per la morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e sua figlia Sara, 15, entrambe avvelenate con la ricina durante le festività natalizie. Nelle ultime ore è stato disposto l’esame, nell’ambito delle indagini sui medici, in cui la 19enne è parte offesa. Oltre al fascicolo della procura di Larino per duplice omicidio volontario – al momento ancora contro ignoti – s’indaga anche per omicidio colposo. Si punta ad accertare eventuali responsabilità dei sanitari dell’ospedale Cardarelli che aveva avuto in cura le due donne, morte poi nel giro di poche ore. Una il 27 e l’altra il 28 dicembre.

Nell’ambito di queste indagini, il 28 aprile saranno acquisiti i dati dello smartphone di Alice. Durante le fasi di ricovero di sua madre e sua sorella, è stata il collegamento tra la famiglia e l’ospedale. Già convocati i legali dei medici indagati. Si setacceranno chat, telefonate e anche ricerche online. Stando a quanto emerso, ci sarebbero anche dei messaggi in cui la ragazza commenterebbe l’operato dei medici e alcune note relative ai pasti consumati dalla famiglia nei giorni in cui sarebbe avvenuto l’avvelenamento. Sarà inoltre rilevata la posizione del dispositivo. Le ultime comunicazioni con le vittime potrebbero essere utili per analizzare l’operato dei medici.