Sono stati ascoltati di nuovo in Questura a Campobasso in qualità di persone informate sui fatti Gianni e Alice Di Vita, marito e primogenita di Antonella Di Ielsi, la donna morta per avvelenamento da ricina poche ore dopo la sua secondogenita nel periodo di Natale. Ieri era stata sentita anche la zia Isuccia: domande sul ciambellone preparato per la Vigilia.

La famiglia Di Ielsi Di Vita

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Continuano a ritmo serrato le indagini sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara De Vita, in quello che sembrava inizialmente essere un caso di intossicazione alimentare ma che poi si è rivelato un avvelenamento, probabilmente da ricina. Oggi sono stata di nuovo interrogati in Questura a Campobasso Gianni e Alice Di Vita, rispettivamente marito e figlia maggiore della donna deceduta lo scorso dicembre, qualche ora dopo la sua secondogenita.

I due erano già stati sentiti per diverse ore, nelle settimane passate, e da giorni si attendeva questa nuova convocazione in qualità di persone informate sui fatti. La Procura di Larino continua così a indagare per duplice omicidio premeditato. Al momento non è iscritto nessun nome nel registro degli indagati, mentre si cerca di ricostruire esattamente gli attimi che hanno preceduto la tragedia di Pietracatella. Secondo quanto si apprende, gli investigatori starebbero lavorando all'incrocio tra testimonianze, cronologie dei fatti, relazioni familiari e dati emersi dalle recenti attività tecniche sui dispositivi elettronici. Oltre cento le persone ascoltate finora dagli investigatori, alcune anche più volte e alla presenza della procuratrice capo Elvira Antonelli.