Si allungano i tempi per il deposito dell'autopsia su Antonella Di Ielsi e la figlia Sara Di Vita. Gli inquirenti intanto vogliono parlare con la zia di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime. Intanto spunta la pista di una persona sospettata, estranea alla famiglia a loro molto vicina

L’elenco dei testimoni ascoltati dalla squadra mobile di Campobasso si allunga anche con la parente più anziana della famiglia Di Vita. Gli investigatori che indagano sulla morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, decedute fra il 27 e il 28 dicembre a Pietracatella per un sospetto avvelenamento da ricina, hanno convocato la zia di Gianni Di Vita, Isa detta Isuccia, una donna di 92 anni, che abita nella stessa palazzina di famiglia.

La torta della vigilia e i pasti finiti sotto la lente degli inquirenti

Fulcro dell’audizione sarebbe il dolce preparato dall’anziana per la cena della vigilia di Natale, portato poi a tavola davanti a una decina di parenti. Nessuno dei commensali avrebbe accusato sintomi e la stessa donna, secondo quanto ricostruito, non era seduta a quella cena. Gli accertamenti, scrive Repubblica, ormai non riguardano più soltanto il pasto del 23 dicembre, inizialmente al centro delle verifiche perché era l’unico a cui avevano partecipato solo madre, figlia e il marito Gianni Di Vita, anche lui colpito da un malore, ma si estendono anche al pranzo e alla cena del 24.