Mamma e figlia morte avvelenate a Pietracatella, si apre una nuova pista nel paese del Molise dove Antonella Di Ielsi, 50 anni, e la figlia Sara Di Vita, 15 anni, sono morte tra il 27 e il 28 dicembre per un sospetto avvelenamento da ricina. Secondo quanto riportato dall’inviato de La Vita in Diretta, gli investigatori hanno convocato in Questura Isuccia, anziana zia (90 anni) di Gianni Di Vita, per chiarire alcuni passaggi legati alle ore precedenti alla tragedia.
La torta Al centro degli accertamenti ci sarebbe anche un dettaglio preciso: la donna avrebbe preparato una torta portata in famiglia la sera del 24 dicembre, durante la vigilia di Natale. Tuttavia, secondo la ricostruzione emersa, non era presente alla cena in cui il dolce sarebbe stato consumato. Un elemento che gli inquirenti stanno analizzando per ricostruire con precisione la catena degli eventi e verificare chi abbia avuto accesso agli alimenti nei giorni immediatamente precedenti ai decessi. La Procura di Larino continua a muoversi su più fronti, senza escludere alcuna ipotesi. L’attenzione resta concentrata sia sulle dinamiche familiari sia su eventuali responsabilità esterne, mentre proseguono gli accertamenti tecnici sui reperti biologici per confermare la presenza e la modalità di ingestione della ricina. Intanto i tempi dell’inchiesta si allungano: gli esiti definitivi delle autopsie sono stati rinviati al 30 giugno, dopo ulteriori proroghe, segno della complessità del quadro investigativo. La mente diabolica Ci sarebbe però una nuova e inquietante pista che gli inquirenti stanno valutando nell’inchiesta: Una donna “dalla mente diabolica”. Secondo quanto trapela dalle indagini, non si esclude la presenza di una donna esterna al nucleo familiare, ma comunque molto vicina alla famiglia e in grado di conoscerne abitudini, movimenti e dinamiche quotidiane. Gli investigatori la descrivono come una figura potenzialmente lucida e organizzata, una persona che potrebbe aver studiato tempi e modalità dell’azione. Al momento rientrerebbe tra le quattro o cinque persone già attenzionate, anche se non emergono elementi diretti che la colleghino in modo definitivo al duplice decesso. Resta comunque aperta anche la pista interna alla famiglia, che continua a essere oggetto di verifiche incrociate. L’inchiesta, infatti, non ha ancora individuato una direzione univoca e procede su più livelli investigativi.









