Sono passati 11 anni da quando lo scandalo Dieselgate ha acceso i riflettori su come le case automobilistiche aggirassero i severi vincoli di emissioni delle automobili e oggi un consorzio di dieci testate giornalistiche, coordinate dall'organizzazione no profit Climate Whisltelblowing aprono un nuovo fronte con l'inchiesta #Unrestricted per raccontare come anche le due ruote stiano continuando a violare i parametri europei, in termini di emissioni ambientali e rumorosità.Climate Whistleblowers (CW), creata per proteggere chi denuncia le irregolarità climatiche, ha ricevuto una segnalazione di questo tipo. Il segnalante è un professionista del settore motociclistico, che ha denunciato pratiche che rischiano di danneggiare gravemente l'ambiente e la sicurezza pubblica. Le testate coinvolte nell'inchiesta - L'Espresso, Le Monde, El País, Der Spiegel, Paper Trail Media, il Centre for Climate Reporting, la televisione tedesca Zdf e quella austriaca Orf, in partnership con l'Ong CW - hanno verificato e comprovato tali affermazioni nell'arco di sei mesi.In base a quanto scoperto dai giornalisti, le moto Ktm, in particolare le moto Enduro modello EXC, EXC-F, oltre ad alcuni modelli delle sue filiali GasGas e Husqvarna, vengono prodotte con determinate restrizioni utili a ottenere il certificato di conformità alla guida su strada, poi vengono modificate per essere più performanti, ma anche più inquinanti. L'inchiesta integrale sarà pubblicata su L'Espresso in edicola venerdì 29 maggio.Un rivenditore di moto Ktm ha confermato ai giornalisti del consorzio che: «Tutte le nostre motociclette sono limitate di serie, ma dobbiamo sbloccarle affinché il motore funzioni. Ktm le fornisce con un sistema di scarico diverso, quindi modifichiamo automaticamente l'intera configurazione. La modalità limitata serve solo per superare i test e rispettare le normative europee sulle emissioni». Il rappresentante del marchio austriaco, noto per i suoi modelli enduro dual-use – omologati per la strada ma dalle prestazioni fuoristrada elevatissime – conferma informazioni note agli addetti ai lavori, ma completamente ignorate dalle autorità nazionali ed europee.Il dubbio è che queste motociclette vengano limitate al solo fine di ottenere l'omologazione, per poi essere modificate, una volta superati i test, e vendute in una versione ottimizzata, ma a che non sarebbe omologabile. Questo violerebbe le norme adottate dall'Unione Europea per limitare le emissioni inquinanti e acustiche dei veicoli a motore.Secondo le indagini del consorzio #Unrestricted, condotte in cinque Stati membri dell'Unione Europea (Francia, Germania, Austria, Spagna e Italia) e nel Regno Unito, presso una quindicina di concessionarie Ktm, il produttore ha implementato un sistema diffuso per la rimozione delle limitazioni di potenza dalle motociclette enduro, dopo l'omologazione, attraverso la sua rete di concessionari autorizzati.Tali azioni potrebbero costituire una violazione del regolamento europeo del 2013 sull'omologazione e la sorveglianza del mercato dei veicoli a due o tre ruote e potrebbero rendere il costruttore responsabile. Infatti, tale regolamento vieta qualsiasi modifica sostanziale delle apparecchiature dopo l'omologazione, imponendo ai costruttori di fare "tutto il possibile (...) per impedire che tali modifiche o regolazioni siano tecnicamente possibili". Il regolamento impone loro di richiamare i veicoli o i componenti non conformi, o di adeguarli in altro modo, a seconda dei casi, informando "immediatamente" l'autorità di omologazione. Tuttavia, secondo la nostra indagine, nulla di tutto ciò è stato fatto. Contattata, l'Autorità federale tedesca per i trasporti automobilistici (KBA), che ha omologato i modelli in questione per l'intero mercato europeo, non ha menzionato alcuna denuncia da parte di Ktm, ma ha indicato la sua intenzione di esaminare i fatti segnalati. Lo stesso intende fare la Commissione Europea e alcuni paesi, come la Francia, dove c'è tutta l'intenzione di verificare se effettivamente vi sia stata una violazione da parte di Ktm e altre moto simili.Ogni concessionaria visitata dai giornalisti in Europa, senza eccezione, ha confermato che prima di essere immesse sul mercato, le motociclette enduro vengono sistematicamente riconfigurate per aumentarne la potenza del motore. Questa modifica sistematica e senza limitazioni potrebbe avere un impatto significativo sull'ambiente e sulla salute pubblica. Questa è la conclusione di un rapporto commissionato alla Czech Univeristy of Life Sciences Prague, ateneo leader nel settore, dall'International Council on Clean Transportation (ICCT), l'ong che ha portato alla luce lo scandalo "dieselgate" e che è stata contattata anche dal whistleblower. Dopo una serie di test sulle emissioni, condotti in laboratorio e su strada con una motocicletta enduro KTM senza limitazioni, gli scienziati hanno tratto queste conclusioni allarmanti: «Le emissioni [di monossido di carbonio, idrocarburi e particolato] sono di gran lunga superiori ai livelli approvati per l'uso su strada in modalità limitata». Avvertono inoltre delle «implicazioni per la qualità dell'aria, la salute pubblica e l'inquinamento acustico».Informata dell'indagine, la Commissione europea ha dichiarato la sua intenzione di fare luce sui fatti emersi. La manomissione delle motociclette è severamente punita, sia che venga effettuata da un produttore, un concessionario o un utente, con pene fino a due anni di reclusione per i professionisti.