Perché le case automobilistiche europee fanno auto elettriche che non compra quasi nessuno? Non sono impazzite, sono solo vittime, dal 2025, di un limite medio di emissioni durissimo: del 93,6 g/km di CO₂ per le auto nuove. Chi non rispetta il target paga 95 euro per ogni grammo in eccesso, moltiplicato per il numero di veicoli venduti. Le sanzioni saranno calcolate a consuntivo del triennio 2025-2027, ma i primi dati dei 16 mesi (gennaio 2025-aprile 2026) disegnano già un quadro drammatico: l’industria automobilistica europea sta accumulando un buco da miliardi di euro, con un trasferimento di ricchezza verso i costruttori extra-europei più elettrificati.
Secondo le simulazioni aggiornate da Dataforce, a fine aprile 2026, l’Europa ha registrato 12,8 miliardi di euro di debiti e 9,7 miliardi di crediti, per un saldo negativo di oltre 3 miliardi. Non si tratta di multe già pagate, ma di passivi accumulati che i costruttori dovranno saldare – o compensare con crediti – alla fine del periodo. Il problema italiano L’Italia? Campionessa di multe: 3,8 miliardi di euro. Con quasi 2,2 milioni di immatricolazioni e un valore medio di 111,8 g/km (18,2 grammi sopra il target europeo), il Paese paga il prezzo più alto del ritardo nella transizione. Peggio della Germania, che pur avendo immatricolato oltre 3,7 milioni di auto, accumula “solo” 2,8 miliardi di passivo (101,7 g/km). Dietro di loro la classifica dei debitori vede: Polonia (800.000 auto, 123,5 g/km, -2,2 miliardi), Spagna (1,6 milioni di auto, 104 g/km, -1,6 miliardi), Repubblica Ceca (330.000 auto, 128,2 g/km -1,1 miliardi). Sul fronte opposto dominano i Paesi del Nord con Olanda e Norvegia che hanno quasi 1,9 miliardi di crediti ciascuno (la Norvegia è a 3,8 g/km), poi la Francia: unica grande nazione in attivo (+1,5 miliardi) grazie a politiche aggressive dal 2016 (Crit’Air) e 2021 (Loi Climat) e infine la Danimarca (+1,3 miliardi) e Svezia (+1,25 miliardi). La classifica dei costruttori I costruttori? Qui il dramma: il Gruppo Volkswagen risulta il peggiore: -2,3 miliardi di euro con 4 milioni di auto vendute e 100,7 g/km medi (target 94,6). Ironia della sorte, esattamente la stessa cifra incassata da Tesla (+2,3 miliardi) con appena 260.000 immatricolazioni e zero emissioni. La Top 5 dei passivi continua poi con Stellantis: (-1,25 miliardi da 2,3 milioni di auto, 102,1 g/km), Mercedes-Benz (-939 milioni), Nissan (-726 milioni) e Mazda (-322 milioni). Tra i virtuosi, dopo Tesla, quattro costruttori cinesi dominano: BYD (+1,6 miliardi), Geely (+1,4 miliardi), Leapmotor e Xiaopeng lo stesso. L’enorme vantaggio di chi produce auto elettriche Ora, per tornare alla domanda iniziale, basta leggere i dati per tipo di alimentazione. Su quasi 15 milioni di auto immatricolate, chi fa elettriche (2,8 milioni) si mette in tasca:+25,3 miliardi di crediti . Le ibride Plug-in (1,4 milioni) portano +8 miliardi di crediti, mentre chi fa auto a benzina (6,4 milioni): ha 24 miliardi di multe (133,3 g/km medi), chi produce diesel (1,7 milioni di pezzi) è a -9,2 miliardi (151,8 g/km medi). Le ibride normali costano -2,7 miliardi. In sintesi, in Europa, o fai auto elettriche o muori.







