La spinta sullo stop ai motori endotermici dal 2035 era frutto dell’«ambientalismo ideologico Ue» dell’epoca Timmermans, le multe ai produttori auto in ritardo sulla conversione erano insostenibili e controproducenti e quel che serve, se non una retromarcia, è una vigorosa frenata. Ormai, dal governo in giù, si fa quasi a gara a ripeterlo. Ma siamo davvero sicuri che pigiare sul freno sia la manovra giusta? Francesco Zirpoli, docente di Economia e Gestione dell’Innovazione al Dipartimento di Management dell’Università Ca' Foscari Venezia e direttore scientifico del Center for Automotive and Mobility Innovation (Cami) e Rachele Cavara, che fa parte dello stesso Cami, hanno molti dubbi in proposito. E li hanno espressi in un paio di articoli pubblicati su lavoce.info.