La Commissione europea fa retromarcia sullo stop ai motori endotermici. Dal 2035 in poi, le case automobilistiche dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni del 90%, mentre il restante 10% delle emissioni dovrà essere compensato attraverso l'utilizzo di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'Unione, oppure da e-fuel e biocarburanti. Ciò consentirà ai veicoli ibridi plug-in (Phev), ai veicoli con range extender, ai Mild Hybrid e ai veicoli con motore a combustione interna di continuare a svolgere un ruolo anche dopo il 2035, oltre ai veicoli completamente elettrici (Ev) ea idrogeno. La Commissione propone inoltre una modifica mirata alle norme sulle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti, con una flessibilità che facilita il rispetto degli obiettivi del 2030. È quanto emerge dal pacchetto automotive presentato dall'Esecutivo europeo.

Un'altra vittoria incassata da Giorgia Meloni e Matteo Salvini in Europa. Il premier, insieme ad altri cinque leader europei, aveva inviato una lettera a Ursula von der Leyen per chiedere di rivedere lo stop alle auto a combustione dal 2035. "L'Ue abbandoni, una volta per tutte, il dogmatismo ideologico che ha messo in ginocchio interi settori produttivi, senza peraltro apportare benefici tangibili in termini di emissioni globali. È fondamentale applicare pienamente il principio della neutralità tecnologica", il testo della missiva. Salvini, da par suo, è sempre stato in prima linea nella battaglia contro la deadline del 2035.