Tre parole chiave: aerospazio, Zes unica e intelligenza artificiale. Sono queste le direttrici indicate dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini durante l’assemblea di Roma, alla presenza del Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni. Una traiettoria che coincide con le ambizioni di crescita di Torino e del Piemonte. Industria italiana e crescita: le parole di Orsini e Mattarella Sul tema dell’industria, Orsini, citando la recente visita del presidente della Repubblica Sergio Mattarella allo stabilimento Piaggio di Pontedera, in provincia di Pisa, ha richiamato le sue parole: «L’industria è un pilastro per l’Italia». Ha poi ricordato anche un passaggio della premier Meloni: «Non è il tempo di essere piatti curatori di un’eredità passata», sottolineando la necessità di «andare avanti». Torino punta sull’aerospazio come settore strategico E per il territorio torinese quel “guardare avanti” significa puntare su uno degli asset più strategici e competitivi: l’aerospazio. Un comparto chiamato a svolgere un ruolo da protagonista nella crescita della filiera. «Le opportunità del settore, legate alla difesa e alle ricadute civili, chiamano in causa la funzione strategica e la responsabilità delle grandi imprese, che devono agire da traino per il sistema produttivo, all’interno di una politica industriale coerente con gli interessi nazionali ed europei», ha sottolineato Orsini. ZES unica e semplificazione per rilanciare gli investimenti Un altro riferimento riguarda una delle partite più rilevanti per il territorio: il modello della ZES unica, che «ha dimostrato quanto semplificazione e velocità amministrativa siano decisive per ridare slancio agli investimenti». Un modello che, ha aggiunto il presidente di Confindustria, «funziona e va replicato». Intelligenza artificiale e il ruolo strategico di Torino Spazio anche alle potenzialità dell’intelligenza artificiale. A Torino ha sede il centro nazionale AI4I, mentre Orsini ha definito l’IA «una delle dipendenze più decisive». «Non è una tecnologia che possiamo semplicemente acquistare e integrare nei nostri sistemi: è un ecosistema che dobbiamo costruire. Chi la controlla non controllerà soltanto l’innovazione di domani, ma l’intera economia mondiale», ha spiegato il numero uno di Confindustria. Lasciare che questa dipendenza si consolidi, ha aggiunto, «vuol dire cedere sovranità».