ROMA. Aerospazio come leva industriale strategica, con Zes unica e intelligenza artificiale a completare il quadro delle priorità per la crescita del Paese. È questa la direzione indicata dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ieri durante l’assemblea dell’associazione a Roma, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e della premier Giorgia Meloni. Una visione che parla anche a Torino, territorio che nell’aerospazio vede uno dei principali motori di sviluppo per i prossimi anni. Industria italiana e sviluppo della filiera aerospaziale Orsini ha richiamato la recente visita di Mattarella allo stabilimento Piaggio, citando le parole del capo dello Stato: «L’industria è un pilastro per l’Italia». Un concetto che si lega anche all’invito della premier Meloni a non limitarsi alla gestione del passato: «Non è il tempo di essere piatti curatori di un’eredità passata». Concetto che, per Torino, significa investire in una filiera che negli ultimi anni ha guadagnato centralità: quella aerospaziale. Difesa e opportunità del settore Per Orsini, il settore è destinato a giocare un ruolo decisivo. «Le opportunità del settore, legate alla difesa e alle ricadute civili, chiamano in causa la funzione strategica e la responsabilità delle grandi imprese, che devono agire da traino per il sistema produttivo, all’interno di una politica industriale coerente con gli interessi nazionali ed europei», ha sottolineato il presidente di Confindustria. Il Gcap Leonardo Una linea condivisa anche da Giorgio Marsiaj, vicepresidente di Confindustria con delega all’aerospazio ed ex presidente degli industriali torinesi, che ha evidenziato come il comparto rappresenti «una grande opportunità per la filiera aerospaziale piemontese». Marsiaj ha richiamato la necessità di una visione di lungo periodo: «Mettere il Paese in sicurezza significa creare condizioni di sviluppo e stabilità». Marsiaj ha indicato nello spazio uno dei mercati più promettenti dei prossimi anni, destinato a raggiungere un valore globale di circa 1.600 miliardi nei prossimi 17-18 anni. Ha inoltre ricordato il ruolo dell’Italia nei programmi internazionali come Gcap (i caccia di nuova generazione), sviluppato dall’Italia (con Leonardo come capofila) insieme a Gran Bretagna e Giappone, definendolo «un’opportunità straordinaria per costruire relazioni industriali solide con Paesi che condividono una stessa visione di crescita». Un modello che guarda anche all’esperienza giapponese del cosiddetto “keiretsu”, «basato su partnership stabili all’interno della filiera più che sul semplice rapporto cliente-fornitore». La Zes unica e la semplificazione amministrativa Sul fronte della semplificazione amministrativa, Orsini ha indicato nella Zes unica un modello da estendere. «Ha dimostrato quanto semplificazione e velocità amministrativa siano decisive per ridare slancio agli investimenti», ha detto, aggiungendo che è un sistema che «funziona e va replicato». Un tema ripreso anche da Marco Gay, presidente Unione Industriali Torino. Gay ha spiegato che la Zes «può essere in parte una risposta per le semplificazioni», ma che per un territorio come Torino il tema non è incentivare nuova industrializzazione quanto sostenere le imprese già presenti, accompagnandole negli investimenti in tecnologia e innovazione necessari per competere sui mercati internazionali. Automotive in Piemonte Per il presidente degli industriali torinesi, la velocità dell’innovazione rende centrale anche il nodo burocratico: «L’innovazione oggi è immediata e ha bisogno di una capacità di risposta che va oltre l’accelerazione». Da qui la richiesta di una strategia industriale nazionale capace di sostenere gli investimenti delle imprese. Gay ha infine richiamato anche il tema dell’energia, definendolo «un peso incredibile sulle spalle» per un territorio manifatturiero come Torino. Secondo il presidente degli industriali torinesi, il costo energetico condiziona in modo rilevante la competitività del sistema produttivo e richiede una pianificazione di lungo periodo, anche sul fronte del nucleare. Quanto all’automotive, Gay ha invitato a superare una visione difensiva rispetto alla concorrenza cinese: «Più che difenderci dobbiamo trovare il nostro ruolo». Una prospettiva che guarda alla mobilità nel suo complesso, dalla mobilità leggera ai droni per il trasporto, come nuova traiettoria di sviluppo industriale per il Piemonte. AI e ruolo di Torino nel futuro Tra le priorità indicate da Orsini anche l’AI, ambito che vede Torino, sede del centro nazionale AI4I, giocare un ruolo di primo piano. Il presidente di Confindustria l’ha definita «una delle dipendenze più decisive», spiegando che non si tratta semplicemente di una tecnologia da acquistare ma di un ecosistema da costruire. «Chi la controlla non controllerà soltanto l’innovazione di domani, ma l’intera economia mondiale». Politica industriale e strategie per il Piemonte Secondo il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto, dalla relazione del numero uno degli industriali «ci portiamo a casa alcuni spunti importanti, anche per il nostro territorio». Amalberto ha però ribadito la necessità di una strategia industriale più chiara: «Abbiamo bisogno di una vera politica industriale e mi auguro che ora venga finalmente realizzata».