E’ una assemblea con numeri importanti quella che si svolge a Torino dove 800 tra imprenditori e manager si sono riuniti nella sede storica dell’Unione Industriali. Un territorio, quello torinese, che più di altri vive sulla sua pelle la profondità del cambiamento che sta attraversando l’industria, tutta, e l’automotive in particolare. Ma che si racconta come «la fabbrica d’Italia che non si arrende» ripete il presidente dell’Ui di Torino Marco Gay. E si candida, come anticipa il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, «a diventare la prima città europea a sperimentare la guida autonoma».

Al centro dell’intervento del presidente Emanuele Orsini, tema ripreso nella relazione del presidente dell’Ui Marco Gay, c’è quello della manovra e dell’impasse dell’Europa. «Serve coraggio, perché il coraggio dello sviluppo e della crescita è fondamentale. Ma nella prima bozza del Def, per quello che si è visto finora, non l’abbiamo visto». Orsini torna sulla richiesta degli industriali, «un Piano industriale con visione a tre anni - ribadisce - chiediamo una misura poderosa». Altrimenti si alimenta l’incertezza e guardare invece a piano con «misure semplici e automatiche adatte alle Pmi, come il superammortamento, integrando i contratti di sviluppo riducendo i tempi di erogazione e infine guardando al Sud, continuando a quanto fatto sulla Zes».