Si riprende Crotone, la destra, dopo il decennio del missino Pasquale Senatore (1992-2002). Lo fa con il volto camaleontico di Enzo Voce, il sindaco uscente che, dopo essersi fatto eleggere 6 anni fa ammiccando a sinistra, si è fatto riconfermare imbarcando nelle sue liste i simboli di FdI e soprattutto di FI nonostante un’inchiesta giudiziaria alla vigilia del voto avesse decapitato i vertici del partito azzurro con l’arresto del capogruppo comunale.

C’erano, dunque, le premesse perché la sinistra si riprendesse quella che nel secolo scorso era stata un’icona del movimento operaio e contadino. Meno di 2 mesi fa il No al referendum in città aveva stravinto con il 64%. Una rinnovata vitalità su cui i dem avrebbero potuto investire. E invece la scelta sbagliata dello sfidante del sindaco è pesata come un macigno nel flop.

Voce stravince con il 68%. Sotto il 30% la coalizione a sostegno di Giuseppe Trocino (Pd, M5s e due civiche di ex azzurri). Avs non era riuscita a presentare la lista mentre la sinistra sociale aveva invitato all’astensione. E in effetti la partecipazione è calata del 7%. Ma se a Crotone e a Reggio Calabria la destra torna padrona dopo più di un decennio, sull’altra sponda dello Stretto subisce una cocente sconfitta.