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Vicienz’, che torna alla prima delle sue mille vite e fa cinquina. Quinta volta sindaco di Salerno. Prima e dopo esser stato deputato, sottosegretario, Presidente di Regione. Vicienz’, lo sceriffo, l’uomo meme, delle fritture di pesce e dei lanciafiamme, che torna alla casella del «vai», in questo lunghissimo Monopoli della vita politica. Eh, già, è così, esperienze che vanno e vengono, e il rientro nella tana iniziale che serve a perpetuarsi. Settantasette anni, ma una vitalità, politica e linguistica da vendere, riacchiappa al primo turno la fascia tricolore dell’importante capoluogo campano, dopo la fine amara dell’esperienza alla presidenza della Regione Campania. Mentre scriviamo i risultati parziali lo attestano al 58% dei consensi. Ed è stato un copione da commedia di costume: Vincenzo Napoli, suo predecessore e uomo di fiducia, che si dimette con un’apparente motivazione di geografia politica, adducendo a «nuovi scenari». Ma era implicito il passo indietro per favorire il ritorno della star, a cui era stata impedita, ope legis, la candidatura per un terzo mandato. «Assolutamente no», rispondeva Napoli a chi domandava se le dimissioni fossero motivate dal lasciare il passo al suo mentore.












