Milano, 25 mag. (askanews) – Ci sono parole che in cucina andrebbero usate con prudenza e che nell’enograstronomia sono un po’ inflazionate. “Territorio” è una di queste. Ormai compare dappertutto, anche dove il territorio arriva in tavola dopo molti passaggi e qualche consulente.

Per il quinto anniversario di Seguire le Botti, ristorante dell’agriturismo di Cantina Sant’Andrea, il territorio però aveva nomi, prodotti e geografie ben delimitate: l’Agro Pontino, la Valle Santa reatina, l’orto, l’acqua dolce, il vino, la trota. E soprattutto La Trota, ristorante stellato della famiglia Serva, riferimento italiano della cucina d’acqua dolce.

La cena a quattro mani è andata in scena il 19 maggio, con lo chef resident Pasquale Minciguerra e Sandro Serva, accompagnato dal sous chef Matteo Discepoli e dalla pastry chef Jasmine Smordoni. Incontro interessante perché mette insieme due cucine che partono da materie meno in iconiche di altre: il pesce di lago, le erbe, il carciofo, il pane, il pomodoro, le zucchine, le olive, la fragola Favetta.

Il menu ha alternato i piatti di casa e quelli de La Trota. Minciguerra ha aperto con fior di zucca ripieno, gelato di zucchine alla scapece e talli fritti. La Trota ha portato l’uovo di carciofo, uno dei suoi piatti simbolo. Poi raviolini di pane e pomodoro con colatura di provola, trota con more e porcini, agrumi con cioccolato al sale e gelato alle olive, fino alla mousse alla fragola con biscuit di mandorla.