Una partita che vale un’ottantina di milioni, presente e futuro di una società, tenendo col fiato sospeso l’Italia del pallone, rischiava di essere decisa non sul campo da calciatori e allenatori, ma da un manipolo di facinorosi sugli spalti, che pretendevano di disporre delle sorti di un campionato intero, stabilire loro il diritto o meno di giocare. Sembra incredibile, ma nel 2026 il calcio italiano è ancora ostaggio degli ultrà. Quanto accaduto nel derby della civilissima Torino – e non nell’ingestibile Roma, tanto per dire – è l’ennesima vergogna per la Serie A. I soliti scontri fuori dallo stadio, un ferito grave in ospedale, il ricatto ultras. Prima si menano, e poi bloccano pure il campionato, si potrebbe sintetizzare cinicamente. Ci sono ancora tante circostanze da chiarire sull’incidente che ha portato un tifoso bianconero in ospedale in gravi condizioni per un trauma cranico. La prudenza è d’obbligo quando c’è in ballo la vita di una persona. Ma a prescindere da come sia andata – che si tratti di un malcapitato che passava nel posto sbagliato al momento sbagliato o di un ultras, colpito da altri pseudo-tifosi o dalle forze dell’ordine (ipotesi che era circolata nelle prime ore e che non pare trovare riscontro) – non cambia la sostanza, perché comunque la tragedia sfiorata è il frutto di quegli scontri e di chi li ha voluti.
Serie A ostaggio degli ultras: il derby di Torino è uno scandalo
Scontri, un ferito grave e la partita bloccata per ore: nel 2026 la Serie A è ancora in mano agli ultras.














