Il derby di Torino si è trasformato in una lunga giornata di tensione e violenza, con scontri tra ultras di Juventus e Torino che hanno paralizzato per quasi un’ora l’area attorno allo stadio Olimpico e ritardato l’inizio della partita. Un pomeriggio di caos iniziato poco dopo le 16, quando alcune centinaia di tifosi bianconeri hanno lasciato piazzale Caio Mario diretti verso l’impianto sportivo.
Nella ricostruzione che fanno Giuseppe Legato e Caterina Stamin sulla Stampa, il corteo degli ultras juventini avrebbe attraversato corso Unione Sovietica tra cori, petardi e fumogeni, mentre dall’altra parte della città i sostenitori granata si muovevano dal Filadelfia verso la stessa zona. La polizia aveva predisposto un imponente dispositivo di sicurezza, con strade chiuse e mezzi schierati per evitare il contatto tra le due tifoserie.
La situazione è precipitata quando una parte del gruppo organizzato juventino si è staccata dal corteo principale tentando di raggiungere i tifosi del Toro. Ne sono seguiti circa quaranta minuti di guerriglia urbana: bombe carta, lacrimogeni, lanci di bottiglie e oggetti contundenti, con negozi costretti ad abbassare le serrande e passanti in fuga dalle strade invase dal fumo. «Questo non è calcio», avrebbe urlato un residente citato dal giornale mentre trascinava via il carrello della spesa.










