Caro direttore, ci risiamo con la censura.

Sicuramente penserai che non è la prima volta che finisco bannato, vittima degli algoritmi diabolici delle piattaforme social che anche noi giornalisti utilizziamo per veicolare l’informazione online. Ma purtroppo ora non si tratta di una semplice censura decisa dall’intelligenza artificiale o da sistemi automatizzati delle piattaforme in Rete che analizzano il tuo pensiero e le tue azioni: like, commenti, parole sensibili, condivisioni, foto o video che violerebbero i misteriosi “standard della community”.