Presidente Carlo Bartoli, al corrispondente di Radio Radicale e collaboratore di Huffpost, Mariano Giustino, è stato bloccato il profilo su X nella Turchia di Erdoğan. Perché questo oscuramento è preoccupante?

Innanzitutto, solidarietà a Giustino. Stiamo assistendo in tutto il mondo, e soprattutto in Occidente, a una preoccupante involuzione sulla libertà di stampa e di espressione. Lo dicono autorevoli osservatori internazionali come Reporter Sans Frontieres, il Media Freedom Rapid Response e altri; la stessa Commissione europea, nelle relazioni sullo stato di diritto, segnala il pericolo nella Ue. Pensiamo, inoltre, agli attacchi frontali a tante testate e a singoli giornalisti sgraditi da parte del presidente degli Stati Uniti.

Cosa può fare l’Ordine dei giornalisti per aiutare il collega Giustino e tutelare la sua professionalità?

A fronte di un atto di censura così esplicito e ingiustificato possiamo far sentire la nostra voce, sia come giornalisti che come Ordine. Lo abbiamo fatto, e lo continuiamo a fare, su Gaza, dove è ancora vietato l’accesso alla stampa internazionale. Abbiamo condannato le uccisioni mirate di giornalisti palestinesi e nel Libano. Abbiamo condannato le uccisioni di reporter nel fronte russo-ucraino. Senza un’informazione autonoma e indipendente non c’è democrazia, vale anche per la Turchia.