Michele Carniani

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Police officers stand at Turkey’s main opposition Republican People’s Party (CHP) headquarters after entering to evict supporters gathered inside for party leader Ozgur Ozel, in Ankara, Sunday, May 24, 2026. (AP Photo/Ali Unal)

Bavagli alla stampa e processi agli oppositori politici. Erdoğan muove i fili della Turchia da oltre vent’anni. Manovre autoritarie che non risparmiano nessuno, mirate ad assicurarsi un potere eterno. Nei giorni scorsi, nel mirino del governo turco è finita anche una firma nota del Riformista. In queste pagine dal 2022, Mariano Giustino ha da sempre offerto dei resoconti dettagliati su quanto accadeva in Medio Oriente e in Turchia, abbattendo il muro della censura, lontano da qualsiasi manipolazione.

In un momento di grande tensione politica, in cui anche le ultime tracce di democrazia rimaste in Turchia sembrano evaporare, l’account X del giornalista italiano è stato oscurato. Con i suoi contenuti, Mariano denunciava ormai da 16 anni la pericolosa deriva autoritaria del governo turco e della sua magistratura. Lo scorso 21 maggio era stata proprio una corte d’appello della Turchia ad annullare l’elezione di Özgür Özel alla presidenza del CHP dopo il congresso del 2023. Quel partito che rappresentava, fino a qualche giorno fa, il principale avversario politico dell’AKP di Erdoğan.