Il sindaco di Istanbul e candidato dell'opposizione alle presidenziali, Ekrem İmamoğlu, è in carcere da 14 mesi e se lo riterranno colpevole di tutti i capi d'accusa potrebbe accumulare una condanna alla reclusione per quasi 2 mila anni. L'altro oppositore capace di risollevare il partito Chl, Özgür Özel, è stato destituito dalla presidenza con sentenza di un tribunale che giovedì ha annullato la sua vittoria al congresso del 2023, ripristinando la leadership di Kemal Kılıçdaroğlu. E aprendo così una lotta intestina, che spacca di fatto il Partito popolare repubblicano (Chp). In Turchia, il dominio di Recep Tayyip Erdoğan sembra inscalfibile. Specie dopo i colpi durissimi inferti dalla magistratura alle opposizioni.
Crescono anche le possibilità che il presidente turco possa anticipare le elezioni del 2028, per capitalizzare il momento e soprattutto per sfuggire al limite del terzo mandato. Per restare al comando, Erdoğan intende sfruttare la debolezza degli avversari, anche compromettendo la tenuta democratica della Repubblica di Turchia.
La lotta per la leadership del Chp è tutt’altro che conclusa. La decisione presa la scorsa settimana della Corte d’appello di Ankara, che ha sospeso Özel e i membri del comitato esecutivo del partito per riportare alla guida l’ex presidente Kılıçdaroğlu, scatena la rivolta interna. Domenica, quando Kılıçdaroğlu si è presentato al seguito di parlamentari e avvocati davanti alla sede del partito per un confronto, hanno trovato le porte sbarrate. La resistenza di Özel è stata spezzata dall’irruzione della polizia antisommossa, intervenuta per dare esecuzione operativa alla sentenza. Gli agenti si sono fatti strada con gas lacrimogeni e proiettili di gomma, fino allo scontro fisico con i funzionari del Chp. Scene da golpe. “Siamo sotto attacco”, afferma Özel appena uscito dalla sede. In marcia, sotto una pioggia battente, ha camminato per diversi chilometri fino al palazzo del Parlamento. Di fronte a migliaia di persone, ha rilanciato la lotta: “Il nostro quartier generale sarà qui. Erdoğan ha perso la testa. Vuole decidere chi sono i suoi rivali per vincere le prossime elezioni. La Turchia ha cessato di essere una moderna repubblica democratica e si è trasformata in un regime autoritario”.














