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Ultimo aggiornamento: 14:26

Sotto lo sguardo indifferente di tutta la comunità internazionale, il Sultano si sta sbarazzando un giorno dopo l’altro della classe dirigente del maggior partito di opposizione: il repubblicano socialdemocratico Chp. Dal 19 marzo scorso, quando venne arrestato il sindaco di Istanbul – la città più popolosa e capitale economica della Turchia – Ekrem Imamoglu, esponente di punta del Chp nonché candidato alle presidenziali del 2028, da tempo in testa ai sondaggi – i magistrati stanno mettendo in atto i desiderata dell’autocrate Recep Tayyip Erdogan: incarcerare i rivali politici del Chp e spaccare la sua alleanza elettorale con il partito filo curdo DEM.

Tra un cordone di polizia, tenuti “sotto braccio” dagli agenti, come efferati criminali di una gang, questa settimana sono pertanto finiti dietro le sbarre altri sindaci del Chp. L’annuncio è stato dato in seguito alla detenzione di 22 persone il 3 giugno nell’ambito di un’indagine su crimini finanziari che hanno coinvolto la municipalità metropolitana di Istanbul (İBB) e una presunta organizzazione criminale guidata da Aziz İhsan Aktaş.

I sindaci, per ora “solo” sospesi, dei numerosi distretti di Istanbul finiti in manette sono: il sindaco di Avcılar Utku Caner Çaykara, il sindaco di Büyükçekmece Hasan Akgün, il sindaco di Gaziosmanpaşa Hakan Bahçetepe, il sindaco di Ceyhan Kadir Aydar e il sindaco di Seyhan Oya Tekin. Quelli invece rimossi dall’incarico includono Utku Caner Çaykara (Avcılar), Hasan Akgün (Büyükçekmece), Hakan Bahçetepe (Gaziosmanpaşa), Kadir Aydar (Ceyhan) e Oya Tekin (Seyhan).