Nuova ondata di arresti in Turchia contro l'opposizione. Questa volta in manette sono finiti Inan Guney, sindaco del quartiere centrale di Beyoglu a Istanbul, e un'altra quarantina di appartenenti al partito secolarista Chp nell'ambito di un'indagine per corruzione. Ne ha dato notizia l'tv statale TRT Haber.
Guney è il sedicesimo primo cittadino ad essere arrestato nell'ambito della repressione iniziata a marzo, quando è finito in cella il sindaco della megalopoli Ekrem Imamoglu, che ha portato in carcere oltre 500 persone. Le persone arrestate sono sospettate di coinvolgimento in attività fraudolente presso aziende legate al comune di Istanbul. Il Chp nega le accuse e le definisce un tentativo di eliminare un'alternativa democratica. Imamoglu, infatti, è è ampiamente considerato il principale sfidante del presidente Recep Tayyip Erdogan, al potere da due decenni, ed è il candidato del Chp alle elezioni presidenziali previste per il 2028.
I critici sostengono che le azioni legali siano motivate politicamente, volte a indebolire la crescente influenza del Chp. Il governo di Erdogan insiste sul fatto che i tribunali operano in modo indipendente, senza interferenze politiche.
Istanbul e una serie di grandi città sono cadute nelle mani del Chp nel 2019, con l'opposizione che ha ulteriormente esteso il proprio controllo nelle elezioni municipali dello scorso anno. L'incarcerazione di Imamoglu ha portato alle più grandi proteste in Turchia da oltre un decennio, con i manifestanti che hanno denunciato un arretramento democratico sotto la guida di Erdogan.









