In Turchia, nell’arco di 24 ore, sono stati sospesi il leader del principale partito d’opposizione e il suo direttivo ed è stata chiusa una delle università più prestigiose del Paese. La crociata contro le opposizioni politiche e il mondo accademico non allineato continua a occupare l’agenda del regime.
Il 22 maggio la Corte d’appello ha annullato il 38esimo congresso ordinario del Partito popolare della Repubblica (Chp), tenutosi nel novembre 2023, nel quale Özgür Özel aveva sconfitto lo storico leader Kemal Kılıçdaroglu. Dopo la decisione della Corte, Kılıçdaroglu è stato nuovamente nominato alla guida del partito.
POCHE ORE DOPO, Özel si è presentato davanti alle telecamere accusando direttamente il presidente Recep Tayyip Erdogan di voler privare la Turchia di un’opposizione organizzata: «È un golpe politico, ma resisteremo fino alla fine». Erdogan non ha ancora commentato la decisione. Il suo alleato Devlet Bahçeli, leader del Movimento nazionalista (Mhp), ha invece invitato il Chp a trovare una soluzione all’interno e a evitare tensioni sociali.
In poche ore la sede centrale del partito si è riempita di parlamentari, iscritti e sostenitori. Anche gli esponenti di altri partiti d’opposizione, tra cui Dem, Sol Parti, Tip, Tkp ed Emep, insieme ai sindacati confederali, hanno espresso pubblicamente solidarietà a Özel. Il Chp ha immediatamente presentato ricorso contro la decisione della Corte, che è stato rigettato. Nella serata del 22 maggio, davanti alla sede del partito ad Ankara, si sono radunate migliaia di persone. Özel ha rivolto parole molto dure anche a Kılıçdaroglu, invitandolo a convocare rapidamente un congresso straordinario.












