In Turchia, nello stesso giorno, la polizia in antisommossa ha preso d’assalto la sede del principale partito dell’opposizione e una delle più grandi università del Paese. Tutto è cominciato con la pubblicazione di un decreto presidenziale nella notte di giovedì, che annunciava la chiusura immediata dell'Università Bilgi di Istanbul – di cui chi scrive è stato studente in Erasmus fino al 2023. Il decreto era lungo due righe e non offriva alcuna spiegazione della decisione. “È sconvolgente che la vita degli studenti e dei nostri insegnanti sia stata stravolta in un solo giorno”, dice una studentessa che preferisce rimanere anonima.
All’indomani, molte delle 20.000 persone tra allievi, docenti e staff universitario si sono ritrovate nel vasto campus per difendere l’università. Nel mentre, sabato, la Corte d’Appello ha annullato il 38º congresso ordinario del CHP, il partito fondato da Atatürk e per certi versi oggi paragonabile al PD. Migliaia di iscritti, sostenitori e rappresentanti degli altri partiti d’opposizione si sono radunati ad Ankara e hanno espresso solidarietà al segretario Özgür Özel. La polizia ha sfondato l’ingresso della sede centrale del partito e sgomberato l'edificio con gas lacrimogeni e proiettili di gomma.










