Giro di vite sulle immersioni dopo la tragedia dei sub italiani morti nella grotta dell’atollo Vaavu. In seguito al più grave incidente della storia delle immersioni alle Maldive, il governo di Mohamed Muizzu sta pensando di stringere le maglie delle regole che normano la pratica del diving nell’arcipelago. Nonostante le autorità insulari tengano la bocca cucita sulle indagini, si ipotizza il particolare di una torcia che, in assenza del “filo di Arianna”, potrebbe aver tratto in inganno i sommozzatori.
Le indagini sulla morte dei 5 sub italiani
L'ipotesi dell'inganno della torcia all'ingresso nella grotta
La stretta del governo delle Maldive
Le indagini sulla morte dei 5 sub italianiSulla tragedia sono al lavoro in Italia tre procure, con il coordinamento della procura di Roma che procede con l’ipotesi di omicidio colposo contro ignoti.Lunedì 25 maggio sarà effettuato il primo esame autoptico sul cadavere dell’istruttore padovano Gianluca Benedetti, il primo cadavere ad essere recuperato, mentre le salme degli altri quattro sub sono atterrati a Malpensa nella giornata di sabato 23.ANSAI cinque sub italiani morti nella grotta alle MaldiveIntanto il governo delle Maldive ha aperto due indagini, una sulla morte dei cinque italiani e l’altra sul decesso del sub militare durante le operazioni di recupero.Per volontà del presidente Muizzu, la vicenda è gestita direttamente dal suo ufficio e gli inquirenti non fanno trapelare nulla sugli accertamenti.Come sottolineato dal Corriere della Sera, al momento non si conoscerebbe ufficialmente l’attrezzatura recuperata e sequestrata dalle autorità dell’arcipelago, per questo in Italia si comincerebbe a temere il rischio di un “inquinamento di prove” durante la catalogazione dei dati dei computer subacquei e delle immagini della GoPro, prima dell’invio alla procura di Roma.















