“Sono proibite le immersioni ricreative oltre i trenta metri di profondità”. È questo uno dei punti centrali su cui si stanno concentrando gli accertamenti della polizia maldiviana e della Procura di Roma dopo la morte dei cinque sub italiani nell’atollo di Vaavu, alle Maldive. I connazionali stavano esplorando la grotta di Thinwana Kandu, nota anche come “Grotta degli squali”, a oltre 50 metri di profondità: una quota che il regolamento turistico dell’arcipelago vieta espressamente per le immersioni ricreative. Intanto sono riprese le operazioni di ricerca dei corpi, sospese ieri a causa del maltempo. Otto sommozzatori maldiviani sono impegnati nelle immersioni: due sono già sott’acqua, mentre gli altri sei si alterneranno per tentare di recuperare i dispersi e riportarli in superficie. Finora è stato recuperato soltanto il corpo di Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo di Padova.
Parallelamente alle ricerche, le autorità di Malé hanno avviato verifiche sui permessi e sulle modalità dell’escursione subacquea. La licenza della “Duke of York”, l’imbarcazione che ospitava la crociera scientifica biologica con a bordo 25 turisti italiani, è stata sospesa a tempo indeterminato “a causa della gravità dell’incidente”. Gli investigatori stanno inoltre raccogliendo le testimonianze delle persone presenti sulla nave. A seguire le operazioni ci sono anche l’ambasciatore italiano in Sri Lanka, Damiano Francovigh, competente per le Maldive, e la console onoraria a Malé Giorgia Marazzi, entrambi imbarcati sull’unità di appoggio “Ghazee” della guardia costiera.










