Una strage, una tragedia di proporzioni inimmaginabili: cinque sub italiani morti alle Maldive, intrappolati in una grotta a 50 metri di profondità. Tutti esperti, si sono immersi nonostante il maltempo. E non ne sono usciti vivi. Ma cosa può essere accaduto? Perché hanno perso la vita? Hanno corso rischi eccessivi? Domande a cui si cercano delle risposte e su cui ha fatto il punto il Corriere della Sera.

Scendere a 50 metri sott’acqua, spiegano gli esperti, significa affrontare un’immersione ad altissimo rischio. A quelle profondità può infatti verificarsi la narcosi da azoto, un’alterazione che compromette lucidità e orientamento anche nei sub più preparati. E proprio l’orientamento, all’interno di una grotta marina, può fare la differenza tra la vita e la morte.

MALDIVE, 5 SUB ITALIANI MORTI: L'IPOTESI-CHOC, COSA È SUCCESSO IN QUELLA GROTTA

I cinque italiani morti durante un'immersione alla Maldive sono scomparsi mentre partecipavano a un'attivit&agra...

Le cavità sommerse presentano infatti difficoltà particolari. Non basta conoscere la zona: servono esperienza, addestramento e attrezzature adeguate, come il cosiddetto filo d’Arianna e i moschettoni utilizzati per segnare il percorso verso l’uscita. A complicare tutto possono intervenire mare mosso, correnti, vortici e risacche, fattori in grado di trasformare una normale immersione in una trappola.