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Ultimo aggiornamento: 11:36

Da “tossicità da ossigeno” all’attacco di panico: ci sono diverse ipotesi sulla morte dei 5 subacquei italiani, deceduti ieri, 14 magigo, durante un’escursione vicino ad Alimathaa, una delle località più frequentate dagli appassionati di immersioni, a circa 65 chilometri a sud di Malè, alle Maldive. Mentre sono in corso tutte le operazioni di recupero sono in corso le indagini per vagliare tutte le piste plausibili: cosa può essere successo al gruppo, composto comunque da esperti nel campo delle immersioni?

Secondo alcuni esperti di immersioni, una delle situazioni che può essersi verificata è quella della “tossicità da ossigeno” o iperossia. “È una delle condizioni più drammatiche che possano verificarsi durante un’immersione, una fine orribile”, ha detto all’Adnkronos Salute Claudio Micheletto, past president dell’Associazione italiana pneumologi ospedalieri (Aipo) e direttore di Pneumologia all’azienda ospedaliera universitaria di Verona. L’iperossia, spiega l’esperto, avviene quando si respirano “concentrazioni troppo elevate di ossigeno” e così il “gas diventa tossico per l’organismo”: il corpo quindi, va incontro a “un’infiammazione acuta dell’apparato bronco-respiratorio, con danni a polmoni e alveoli, oltre a effetti sul sistema nervoso centrale”, e durante l’immersione compaiono vertigini, dolore, alterazione dello stato di coscienza e disorientamento, “condizioni che rendono impossibile la risalita in superficie”.