Cinque italiani sono morti il 14 maggio durante un'immersione nelle grotte subacquee a 50 metri di profondità nell'atollo di Vaavu, alle Maldive. Partecipavano a una crociera scientifica biologica, erano tutti sub esperti. Le vittime sono: Monica Montefalcone, professoressa associata in ecologia marina dell'Università di Genova, Giorgia Sommacal, figlia 22enne di Monfalcone, Gianluca Benedetti, istruttore subacqueo originario di Padova, Muriel Oddenino, biologa marina e ricercatrice piemontese di 31 anni, Federico Gualtieri, 31enne piemontese, laureato in Biologia ed ecologia marina e istruttore subacqueo certificato.
Nella combo, da sinistra Monica Montefalcone, Federico Gualtieri, Giorgia Sommacal, Gianluca Benedetti e Muriel Oddenino, scomparsi in un'immersione alle Maldive
Quali sono le principali difficoltà delle immersioni?
“La narcosi da azoto è sicuramente fra le più pericolose – risponde Claudio Di Manao, istruttore dal ‘96, specializzato in Mar Rosso, Caraibi e Oceano Indiano –, perché decade la capacità di problem solving del subacqueo. I tempi di reazione triplicano e nonostante il senso di benessere, o grazie a quello, si possono commettere errori di valutazione. Tuttavia la narcosi colpisce gli individui in maniera diversa”.










