Monica Montefalcone, Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri

Le grotte subacquee dell'atollo di Vaavu, alle Maldive, sono diventate una trappola mortale per cinque italiani che non sono più riemersi da un'immersione alla profondità di oltre cinquanta metri. Sono morti così, inghiottiti dal mare, Monica Montefalcone, 51 anni, docente in Ecologia all'ateneo di Genova; sua figlia, Giorgia Sommacal, 23 anni; Muriel Oddenino di Poirino, ricercatrice del Torinese; gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti di Padova e Federico Gualtieri di Borgomanero, del Novarese. Tutti sub esperti, partecipavano a una crociera scientifica. Adesso, mentre il recupero dei corpi non è ancora stato completato per via delle avverse condizioni meteo, ci si interroga sulle cause della strage. Capiamo perché il gruppo si era immerso a una profondità così elevata e cosa può essere accaduto.Cosa è successoLe cause della strage al momento non sono state accertate. "I subacquei sarebbero deceduti dopo aver tentato l'esplorazione di alcune grotte a 50 metri di profondità. La ricostruzione dell’incidente è ancora in corso da parte delle autorità delle Maldive", quanto detto dalla Farnesina.A impedire la risalita delle vittime potrebbe essere stato un problema alla miscela di ossigeno nella bombola. Secondo le prime ipotesi avevano a disposizione anche il nitrox, una miscela respiratoria usata proprio per immersioni subacquee composta da azoto e ossigeno. La percentuale di ossigeno è superiore al 21% (solitamente 32% o 36%) e quella di azoto è ridotta rispetto all'aria normale. Riduce l'assorbimento di azoto, consentendo tempi di fondo maggiori. Monica MontefalconeSul sito della Società italiana medicina subacquea e iperbarica si precisa che "può essere utilizzato soltanto da subacquei che abbiano superato, con successo, l'apposito corso di formazione. Come si apprende nel corso, il subacqueo prima di immergersi deve testare personalmente la percentuale di ossigeno nella bombola che utilizzerà, segnalandolo adeguatamente sulla stessa. Non potrà superare il limite massimo di profondità calcolato in base alla pressione parziale dell'ossigeno desiderata (1,5 bar al massimo) e la percentuale di ossigeno nella bombola utilizzata".Allo stesso tempo però non si può escludere che siano stati "traditi" dal meteo, da correnti o che abbiano perso l'orientamento in un anfratto della grotta. Nell'area dell'immersione era in vigore un'allerta gialla diramata dal servizio meteorologico delle Maldive, a causa del mare mosso e del peggioramento del tempo.L'inchiestaIntanto anche la Procura di Roma ha aperto un'indagine. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, sono in attesa di comunicazioni da parte del consolato e alla luce dell'incartamento che arriverà dalla sede diplomatica valuteranno la fattispecie per cui procedere ed eventualmente affidare deleghe alle forze dell'ordine.Si apprende intanto che altri 20 italiani erano a bordo del "Duke of York" e partecipavano alla spedizione. L'ambasciata, fa sapere la Farnesina in una nota, ha preso contatto con la Mezzaluna Rossa, che si è offerta di inviare volontari addestrati a offrire primo soccorso psicologico.Il recupero dei corpiParticolarmente difficile è adesso anche il recupero dei corpi. La Farnesina oggi, 15 maggio, ha reso noto che le operazioni sono iniziate. L'ambasciatore d'Italia a Colombo, competente per le Maldive, è arrivato a Malè e incontrerà i responsabili della guardia costiera che ha mandato le proprie imbarcazioni sul luogo dell'incidente. A bordo sono presenti i sommozzatori della guardia costiera e della polizia e un esperto sommozzatore italiano che ha già collaborato con le autorità. Al momento, le condizioni meteo "potrebbero impedire l'avvio delle operazioni di recupero, ma in attesa di un miglioramento dovrebbe essere effettuata una prima immersione per esplorare i punti di accesso della grotta".Dei cinque corpi ne è stato recuperato solo uno e, secondo la stampa locale, è quello di Monica Montefalcone.Rilevazioni fatte dai subQuella dei sub non era un'immersione solo ludica. I media maldiviani precisano che le immersioni ricreative nel Paese sono consentite fino a una profondità massima di trenta metri. Loro erano ben più giù. La grotta si estende fino a una profondità di circa sessanta metri e probabilmente lunga 260.L'immersione, in località Alimathaa, era quasi sicuramente legata a una visita turistico- scientifica. L'atollo di Vaavu è diventato infatti una base della cosiddetta citizen science, nella quale semplici cittadini si trovano accanto ai ricercatori, aiutandoli a raccogliere dati utili per il monitoraggio ambientale. Guidati da biologi marini, i partecipanti collaborano a osservazioni sulla salute delle barriere coralline o studiano le specie marine.Nata all'inizio del '900 fra gli appassionati di ornitologia, la citizen science è molto comune nelle ricerche astronomiche, nelle quali i cittadini partecipano all'analisi delle immagini dai loro pc di casa, e nel 1996 è approdata alla biologia marina e all'ecologia marina. Così sono nate le crociere scientifiche. Le immersioni sono le occasioni migliori per osservare da vicino la ricchezza dei fondali e spesso sono accompagnate da seminari che si tengono a bordo o ancora da campagne per raccogliere il cosiddetto eDna, ossia il Dna ambientale che è disperso nell'oceano. A volte le crociere vengono organizzate in collaborazione con istituzioni scientifiche e altre volte sono l'occasione per eseguire test di medicina subacquea volti a studiare come l'organismo umano reagisce alle immersioni.Le Maldive sono fra le mete più frequenti di questi viaggi che uniscono le escursioni subacquee all'educazione ambientale e allo studio dell'ecosistema marino.