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Dopo il dolore e lo sconcerto per la tragedia delle Maldive costata la vita ai cinque sub italiani rimasti bloccati in una cavità marina durante una immersione, è il momento delle domande e degli interrogativi su una vicenda dolorosa che resta ancora tutta da ricostruire. Le autorità delle Maldive hanno dichiarato infatti di aver avviato le indagini per chiarire i fatti a partire dagli accertamenti sulla validità di alcuni dei permessi dei sub italiani per effettuare l'immersione in cui sono deceduti e sulla profondità raggiunta.
Il caso dell'elenco dei sub autorizzati In particolare le autorità locali ritengono che non tutti i sub del gruppo di italiani fossero nell’elenco presentato prima dell’immersione e che la stessa spedizione non aveva i permessi per avventurarsi a quelle profondità e nelle grotte. “Forse non c’erano tutti i permessi validi ed è per questo che in questo momento, le autorità hanno chiesto alle imbarcazioni di fermare tutte queste operazioni per poter portare avanti l’inchiesta” ha detto il portavoce del Governo maldiviano, Mohammed Hussain Sharif, parlando a RaiNews 24. “La proposta di ricerca ha specificato che c'erano dei sub che sarebbero andati nell'Atollo Vaavu, ma in questa lista non ci sono i nomi di tutti i sub, in particolare dell'istruttore e della figlia della professoressa” ha aggiunto il portavoce riferendosi a Monica Montefalcone dell’Università di Genova.










