È partita dai piedi del Grattacielo della Regione Piemonte la manifestazione in difesa della sanità pubblica organizzata dal Comitato per la tutela del diritto alla salute. Sotto il sole, circa un migliaio di persone hanno attraversato le strade di Torino per denunciare le criticità del sistema sanitario piemontese e nazionale: liste d’attesa, carenza di personale, difficoltà di accesso alle cure e timori per una progressiva privatizzazione della sanità.

Ad aprire gli interventi è stato il segretario regionale della CGIL, Giorgio Airaudo: “Negli ultimi giorni si è dato più importanza a chi non c’era rispetto a chi invece oggi è qui per dire che le cose non sono cambiate rispetto a tre anni fa”. Un riferimento alle polemiche politiche che hanno preceduto il corteo e alle adesioni mancate di alcune sigle e associazioni.

In piazza anche il presidente dell’Ordine dei medici, Guido Giustetto, che ha difeso la scelta dell’Ordine di partecipare alla manifestazione: “Essere qui rinforza la possibilità di avere incontri istituzionali, perché noi siamo un’istituzione che a pari grado si incontra con le istituzioni regionali”. Giustetto ha spiegato che la presenza al corteo serve anche “a essere veramente indipendenti e autonomi”, sottolineando la necessità di “proteggere cittadini e medici”. Tra le richieste avanzate, quella di garantire “la qualità dell’atto medico”, mettere il personale sanitario nelle condizioni di lavorare bene e affrontare il tema delle aggressioni nei pronto soccorso. “Il medico deve sentirsi protetto e riconosciuto per quello che fa”, ha aggiunto.