Poco meno di un migliaio di persone per il momento alla manifestazione torinese in difesa della sanità pubblica organizzata dal Comitato per la tutela dei diritti e delle cure. Attualmente il concentramento non si è ancora mosso dal grattacielo della Regione Piemonte. Prima tappa del percorso che porterà il corteo a sfilare lungo via Nizza fino in piazza Carducci dove sono previsti gli interventi dei relatori. Anche se già davanti alla regione stanno dando fondo alla loro oratoria soggetti variegati: dall'Ordine degli assistenti sociali alla Rete+194 voci ai medici e sanitari per Gaza con la prevedibile bandiera palestinese. Perché si sciopera? Medici costretti a mille ore di straordinari e ferie bloccate Adesioni e assenze delle organizzazioni Una manifestazione che nelle intenzioni vuole ripetere quella organizzata tre anni fa ma che in questo caso sconta un numero di defezioni maggiore rispetto alla precedente edizione, dagli ordini professionali - escluso l'Ordine dei medici di Torino - ai sindacati, escluso Anaao Assomed, la principale rappresentanza dei medici ospedalieri. Primo protagonista della giornata è Giorgio Airaudo, il leader della Cgil Piemonte che ha messo a disposizione la macchina organizzativa della Cgil per raccogliere il maggior numero di persone possibile: un test anche per il sindacato, quindi. A breve si spera - dato il caldo torrido che non concede requie - la partenza del corteo. Difficile sapere se e cosa cambierà questa mobilitazione. I conti come sempre si faranno alla fine. Lo scontro sindacale Cisl e Uil si sfilano: “Manifestazione troppo ideologizzata” Liste d'attesa e carenza di personale Al centro delle preoccupazioni di chi oggi è in piazza ci sono la carenza di personale negli ospedali e le lunghe liste d'attesa. «All'ospedale civile di Pinerolo siamo sempre meno - spiega l'infermiera Sabrina Geymonat - ed è anche difficile partecipare alle manifestazioni: il rischio è di lasciare scoperto un turno». Per la pensionata Mina Roma, 68 anni, «le liste di attesa si fanno sempre più insostenibili. Si aspetta dai sei mesi a un anno per un controllo di routine, e spesso ci si deve rivolgere al privato. Ho speso 12mila euro per un intervento agli occhi».