Ho speso 12mila euro per un intervento agli occhi La pensionata Mina Roma, 68 anni, agita concitata l'indice verso la testa del corteo. «Avevo provato a prenotarlo in ospedale ma c'era da aspettare sei mesi. E io non potevo». In piazza Piemonte, davanti al grattacielo della Regione, c'è uno striscione bianco che parla di diritto alla tutela della salute e alle cure. La manifestazione indetta dalla Cgil, dall'Ordine dei Medici di Torino e da 45 tra associazioni e comitati civici è qui: un serpentone colorato interamente di rosso dalle bandiere del sindacato, animato da migliaia di medici, operatori sociosanitari, assistenti sociali e pensionati. Il corteo si gonfia lentamente mentre procede in via Nizza, e i partecipanti diventano 5mila.

Cantano «La cura» di Franco Battiato, agitano bandiere, espongono cartelli contro la privatizzazione della sanità. E chiedono alla Regione risposte concrete su liste d'attesa e carenze di organico negli ospedali. Non arrivano solo dal capoluogo ma anche da quelle periferie geografiche che sono anche sanitarie: come la Val Sessera, 9mila anime in provincia di Biella senza medico di base né pediatra. Perché lo sciopero? Medici costretti a mille ore di straordinari e ferie bloccate Corteo sanità pubblica e carenza infermieri Un cartello recita lo slogan del grande corteo sanitario del 2023: Se tutto diventerà privato saremo privati di tutto Ma tre anni fa in strada c'erano il doppio dei partecipanti. Oggi, invece, si sconta la defezione di tante sigle. Mancano anche gli infermieri, eccetto Sabrina Geymonat, che lavora a Pinerolo: «È difficile persino partecipare ai cortei - spiega la donna, 52 anni -. Si rischia di lasciare scoperto il servizio. Siamo in pochi». Così come non c'è la Cisl, eppure i due ottantenni Adriano Serafino e Aldo Celestino camminano avvolti dalle bandiere bianco-verdi del sindacato: «Siamo iscritti da 65 anni - dice Adriano, ex ricercatore Olivetti - stare ai tavoli di trattativa serve a poco senza mobilitazione di piazza». Lo scontro sindacale Cisl e Uil si sfilano: “Manifestazione troppo ideologizzata” Medici ospedali Piemonte e crisi sanità I medici guidano l'avanzata. Emanuele Stramignoni, settant'anni, stringe la bandiera verde del sindacato Anaao Assomed. Snocciola dati su dati: «I finanziamenti alla sanità sono stati ridotti. E il privato fa affari». Moreno Festuccia, 40 anni, fa l'ematologo a Cuorgné. Con altri colleghi tiene alti i volti dei medici di Gaza uccisi in guerra. «Siamo sommersi dalla burocrazia e dedichiamo sempre meno tempo alla cura - sentenzia -. Riusciamo a salvare le persone, ma non a seguirle durante la riabilitazione». È la fotografia di una sanità schiacciata sul contenimento delle emergenze: «Lavoro in una struttura che si occupa di disabili psichiatrici - spiega l'oss Sara Merlo - abbiamo appena il tempo di lavarli e vestirli». Liste d'attesa oncologia e sistema sanitario A qualcuno scende una lacrima quando sul palco in piazza Carducci, allestito per gli interventi finali, parla l'operatrice del Cup di Novara Laura Marroccu: «La cosa più devastante è spiegare a un paziente oncologico che per una visita ci vorranno mesi. È la disfatta di un sistema sanitario che dopo anni di scelte sbagliate sta crollando su sé stesso».