Liste d'attesa che si allungano, un piano di assunzioni di medici e infermieri insufficiente, personale costretto a centinaia di ore di straordinari, ospedali vecchi e fatiscenti, ritardi nella realizzazione di case e ospedali di comunità. Sono le grandi questioni irrisolte della sanità piemontese che oggi alle 14 porteranno davanti al Grattacielo della Regione quarantasette sigle tra associazioni, comitati, Ordine dei Medici, il sindacato Anaao Assomed e Cgil, tutti riuniti nel «Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure». Le polemiche intorno allo sciopero Ma dopo giorni di polemiche l'appuntamento sconta defezioni e critiche da più parti. «Siamo preoccupati dalla crescente connotazione politica della marcia. Il dibattito sulla sanità deve continuare a svolgersi nel rispetto del ruolo dell'Ordine» ha scritto ieri in una nota il sindacato Cimo Medici Piemonte. Riassumendo in poche righe le preoccupazioni di chi - dalla Cisl alla Uil passando per gli ordini professionali e i sindacati degli infermieri - oggi non ci sarà. Il segretario generale della Cgil Piemonte Giorgio Airaudo tira diritto: «Solo da fuori Torino ci saranno duemila persone, con venti pullman in partenza dalle province. Da aggiungere, ovviamente, a chi parteciperà dal capoluogo». Le defezioni di sindacati e ordini professionali Eppure i «no» sono tanti. Gli ultimi a sfilarsi giovedì sono state le altre due sigle confederali. Con loro anche l'organizzazione degli anestesisti Aaroi-Emac: «Una mobilitazione politicizzata» spiegano. I forfait sono arrivati dopo quelli degli altri Ordini professionali e delle organizzazioni degli infermieri Nursind e Nursing Up. Tra i le sigle che aderiscono invece ci sono Fimmg e Smi per i medici di famiglia, ma anche Arci, Libera, Federconsumatori, Gruppo Abele, Ordine assistenti sociali, solo per citare alcuni nomi. Anaao Assomed difende la manifestazione «Chi non aderisce sbaglia - dice Chiara Rivetti, segretaria regionale del sindacato Anaao Assomed -. Lo dimostrerà la partecipazione di colleghi iscritti anche alle sigle che hanno scelto di non partecipare». Mercoledì era arrivato anche l'affondo dell'assessore alla Sanità Federico Riboldi, che parlava di «protesta strumentale», egemonizzata «da Pd e Cgil». «Dichiarazioni che mi aspettavo - ammette Rivetti - ma che non capisco. Noi rappresentiamo 3mila medici con posizioni politiche varie. Tant'è che mi auspico che anche i partiti di destra vogliano partecipare».