L'ultima rinuncia è quella degli anestesisti e rianimatori ospedalieri. Anche Aaroi-Emac, la sigla di categoria, si sfila dalla manifestazione organizzata sabato dal «Comitato per il diritto alla tutela della salute e alle cure». L'appuntamento è per sabato 23 maggio, alle ore 14, davanti al Grattacielo della Regione: da qui partirà il corteo che percorrerà via Nizza e arriverà in Piazza Carducci, di fianco alle Molinette, dove si terranno gli interventi. I temi: liste d'attesa, carenza di personale, difficoltà di accesso alle cure, ritardi nella realizzazione delle Case e degli Ospedali di Comunità, aumento della spesa sanitaria privata a carico delle famiglie. Aaroi-Emac critica la politicizzazione della mobilitazione sanitaria Tornando alle (mancate) adesioni, Aaroi-Emac è lo stesso sindacato che aveva aderito all'edizione di tre anni fa. «Questa volta non condividiamo l'eccessiva politicizzazione della mobilitazione - spiega Gilberto Fiore, il segretario -. Riteniamo che i problemi della Sanità si affrontino con il dialogo e ai tavoli di trattativa, non con il muro contro muro o con le esibizioni muscolari». Cisl e Uil spiegano il no alla protesta sulla sanità Ieri l'annuncio, nello stesso giorno in cui anche Cisl e Uil hanno spiegato i perchè della loro rinuncia. «Non condividiamo la natura e lo spirito della manifestazione. Quando una sigla sindacale come la Cgil decide di procedere per conto proprio, costruendo una piattaforma attorno a logiche che somigliano più a un progetto politico che a una vertenza sindacale, la Cisl Piemonte non può e non vuole farne parte - spiega Luca Caretti, segretario generale -. I problemi della Sanità sono reali e gravi ma non si risolvono in piazza, bensì al tavolo, con le istituzioni e attraverso il confronto». Uil-Fp Piemonte contro lo scontro ideologico sulla salute Si chiama fuori anche la Uil-Fp Piemonte. «La nostra organizzazione, definendosi libera, laica e riformista, rifiuta iniziative caratterizzate da un'impostazione politico-elettorale che rischiano di trasformare il diritto alla salute in un terreno di scontro ideologico - spiega a La Stampa Nazzareno Arigò, segretario generale-. I gravi problemi del sistema sanitario, cominciando dalla riforma della sanità territoriale finanziata dal Pnrr, devono essere affrontate con soluzioni concrete e non con slogan irrealizzabili o comunicazioni catastrofiste». Le adesioni alla manifestazione per il diritto alla salute Forfait in aggiunta al «no grazie» degli altri Ordini professionali, del sindacato medico Cimo e di quelli degli infermieri (Nursind, Nursing Up). Al netto di Cgil, di Anaao Assomed e dell'Ordine dei Medici di Torino, aderiscono 45 sigle, con una prevalenza di associazioni e comitati. Tra i sindacati Fimmg e Smi per i medici di famiglia. Poi Arci, Libera, Cittadinanza Attiva, Federconsumatori, Gruppo Abele, Ordine assistenti sociali (l'unico), Se non ora quando, Rete +194 voci, Tribunale per i diritti del malato, Casa delle Donne, Donne società civile, per limitarsi a qualche citazione. Ci sono anche la Global Sumud Flotilla Torino e medici e sanitari per Gaza. Un segnale alla Regione, comunque vada.